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Sakura Ando, volto simbolo del cinema d'autore giapponese

Un'attrice che può essere indifferentemente sexy e nerd, sgraziata oppure stilosa. Ma che di certo non può suscitare indifferenza. Dal 13 settembre al cinema con Un affare di famiglia di Kore'eda Hirokazu.
di Emanuele Sacchi

Un affare di famiglia

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Sakura Andô - Acquario. Interpreta Nobuyo Shibata nel film di Kore'eda Hirokazu Un affare di famiglia.
domenica 26 agosto 2018 - Celebrities

Alle spalle ha un albero genealogico complesso, dominato dal cinema. Davanti a sé un futuro ricco di opportunità, vista la reputazione di cui gode a 32 anni Sakura Ando. Recente protagonista di Un affare di famiglia - il film che ha vinto la Palma d'oro a Cannes, che uscirà in Italia il 13 settembre - la Ando è uno dei volti simbolo del cinema d'autore nipponico degli ultimi anni, grazie alla sua innata versatilità. Un'attrice che può essere indifferentemente sexy e nerd, sgraziata oppure stilosa. Ma che di certo non può suscitare indifferenza. L'antica definizione che perseguitò per tutta la carriera Katharine Hepburn ("la più brutta delle belle, la più bella delle brutte") potrebbe rendere l'idea, ma risultare oltremodo limitante: Sakura Ando è infatti il volto della duttilità e del trasformismo che un presente complesso e di difficile lettura richiede. La ragazza tenera e indifesa, capace di estrarre le unghie per colpire, o la lottatrice indomita, disposta a tutto per raggiungere il proprio scopo, convivono nel medesimo corpo. Con il volto ribelle di chi non scende a compromessi, né si finge differente dalla propria natura.

Per queste ragioni tutti amano Sakura Ando, registi e spettatori. E per questo nessuno ha nulla da obiettare - cosa succederebbe in Italia? Si parlerebbe di nepotismo? - su un albero genealogico ricco di ascendenti cinematografici.
Emanuele Sacchi

Dal padre regista, Eiji Okuda, alla madre scrittrice e sceneggiatrice Kazu Ando; su su fino a Takeru Inukai, influente politico e padre illegittimo di Okuda, e giù giù fino alla sorella Momoko, anch'essa regista (è suo 0.5mm, con Sakura protagonista).

In dieci anni di carriera Ando ha già regalato almeno tre interpretazioni straordinarie. La più recente è quella di Nobuyo, moglie uxoricida di un marito violento, che si dà al taccheggio e alla formazione di una famiglia clandestina insieme a Osamu/Lily Franky. Un concentrato di violenza repressa e affetto materno mancato, ancora una volta un ruolo ricco di sfaccettature. Anche per lo spettatore fin qui ignaro, che scoprisse grazie a Un affare di famiglia Sakura Ando, sarebbe sufficiente il ruolo di Nobuyo per capire la statura dell'attrice in questione. In una sola rapida sequenza di seduzione, Ando cambia radicalmente aspetto e gestualità, in pochi secondi e senza stacchi, davanti alla macchina da presa. Bastano un cambio di luci e di condizione meteorologica - l'umidità diviene temporale - per regalare una scena di inedita sensualità, in apparente contrasto con l'atmosfera generale di Un affare di famiglia.


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Sakura Ando in una scena del film Un affare di famiglia.
Sakura Ando in una scena del film Un affare di famiglia.
Sakura Ando in una scena del film Un affare di famiglia.

Ma se Kore'eda Hirokazu arriva a scegliere Sakura Ando, è per la spigolosità dei ruoli precedenti. A cominciare da quello di 100 Yen Love: storia di Ichiko, una ragazza disperata e reietta, che trova una valvola di sfogo nella boxe femminile. Per lei i pugni incassati sul ring non sono niente rispetto alle scariche di colpi riservate dal destino. Ichiko lo sa, e affronta gli avversari senza paura. Ando dà vita a una maschera di rabbia repressa, che getta via ogni traccia di femminilità per affrontare di petto la meschinità del mondo.

Ma la carriera di Ando inizia ancor prima e la sua rivelazione è merito dei ribelli degli anni 90, Takashi Miike e Sono Sion. Quest'ultimo la vuole per Love Exposure e disegna per Ando un ruolo assai complesso per un debutto.
Emanuele Sacchi

Aya Koike, membro di una setta di fanatici religiosi, ama sadicamente e non corrisposta Yu e prova piacere a infliggergli ogni genere di sofferenza psicologica. Il ruolo richiede una fisicità e un coraggio fuori dall'ordinario, con diverse scene di lotta. Dopo Love Exposure Sakura Ando è già icona, e Takashi Miike ne sfrutta la scia, affidandole un personaggio che presenta più di un tratto in comune con Koike in For Love's Sake. È l'avvio di una carriera che in dieci anni ha già proiettato Ando al vertice dello star system giapponese. Grazie alla Palma d'oro il suo talento non sarà più una faccenda per pochi eletti.


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