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La terra dell'abbastanza

Film 2018 | Drammatico +16 96 min.

Regia di Damiano D'Innocenzo, Fabio D'Innocenzo. Un film Da vedere 2018 con Andrea Carpenzano, Matteo Olivetti, Milena Mancini, Max Tortora, Luca Zingaretti. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2018, durata 96 minuti. Uscita cinema giovedì 7 giugno 2018 distribuito da Adler Entertainment. Oggi tra i film al cinema in 43 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,38 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Due ragazzi investono e uccidono per sbaglio un boss della mala. Entreranno in un vortice che li risucchierà in qualcosa molto più grande di loro. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office La terra dell'abbastanza ha incassato 189 mila euro .

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Consigliato sì!
3,38/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,21
PUBBLICO 3,44
CONSIGLIATO SÌ
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Un grido d'allarme che dimostra la profonda tensione morale di due giovani e promettenti registi.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 21 febbraio 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 21 febbraio 2018

Mirko e Manolo sono due giovani amici della periferia romana. Guidando a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l'uomo che hanno ucciso è il pentito di un clan criminale di zona e facendolo fuori i due ragazzi si sono guadagnati la possibilità di entrare a farne parte. La loro vita è davvero sul punto di cambiare.

I fratelli Damiano e Fabio D'Innocenzo al loro film d'esordio firmano un'opera che dimostra la loro profonda tensione morale.

Quello dei D'Innocenzo non è l'ennesimo film sulle periferie o sui cosiddetti 'coatti' quanto piuttosto un'indagine sulla possibilità di un'amicizia che possa far sì che ci si aiuti reciprocamente a crescere. Manolo e Mirko sono come tanti altri. Come loro vanno a scuola con il desiderio di finirla al più presto per trovarsi un'attività che gli piaccia ma non sanno che stanno già lasciandosi scivolare il mondo addosso. Perché è il contesto contemporaneo che, giorno dopo giorno, sta rivestendoli di una pellicola di impermeabilità a qualsiasi possibile etica.

Intorno a loro non stanno solo i lupi della malavita organizzata pronti a sfruttare la l'apparente indifferenza nei confronti di quanto viene loro richiesto (prostituire minorenni spacciare droga, uccidere) ma anche un padre da una parte e una madre dal'altra che hanno rinunciato di fatto al loro ruolo. Uno per frustrazione e l'altra per debolezza. I figli hanno 'sentito' questa insoddisfazione esistenziale e vi hanno reagito come potevano: smettendo di reagire. Solo apparentemente però come si diceva. Perché se Manolo (un sempre più efficace, di film in film, Andrea Carpenzano) sembra indifferente a tutto mentre in alcuni suoi sguardi si avverte la smentita a quanto fa apparire in superficie, MIrko (l'altrettanto efficace Matteo Olivetti) è più tormentato. I suoi scatti d'ira, la sua generosità esibita fuori misura, lo configurano come impreparato al compito. In fondo Manolo ha un padre che gioca alle macchinette per dimenticare che avrebbe voluto far parte di quel mondo del crimine a cui indirizza il figlio. Mirko invece sente la sofferenza che impone alla madre anche se non riesce a rinunciare alla nuova vita.

I D'Innocenzo sanno ritrarre l'appiattimento delle coscienze in cui il dire 'scusami' sembra poter mettere a posto qualsiasi cosa risarcendo anche chi sia vittima del crimine più grave. In un ambito sociale in cui la persona è ridotta a merce resta poco spazio per i sentimenti. Il loro è un grido d'allarme che, provenendo da due registi trentenni, assume un valore ancora maggiore.

LA TERRA DELL'ABBASTANZA
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 14 giugno 2018
carloalberto

 Realismo e intimismo sono coniugati perfettamente in questa commovente, bellissima opera prima di due giovanissimi fratelli gemelli, Fabio e Damiano D’Innocenzo, che, come due ragazzi qualsiasi, cresciuti in una famiglia normale, il padre giardiniere e la madre casalinga, vengono da una delle tante periferie romane per raccontarcela, desolata, nella Terra dell’abbastanza, alla maniera [...] Vai alla recensione »

sabato 23 giugno 2018
maumauroma

Sorprendente debutto alla regia dei giovani fratelli gemelli Damiano e Fabio D' innocenzo. La Terra dell' Abbastanza descrive la tragica parabola esistenziale di due ragazzi dell' estrema periferia romana, che tra il degrado e la sopraffazione cercano giorno dopo giorno di dare un senso alle loro vite e una speranza al loro futuro.

martedì 19 giugno 2018
Flyanto

 ”La Terra dell’Abbastanza” , felice esordio registico dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, racconta la storia cruda di due ragazzi di periferia che, avendo una notte investito con la propria auto un uomo, non hanno il coraggio di denunciarne l’accaduto e, seguendo il consiglio sbagliato del padre di uno di loro, il giorno dopo si comportano come se nulla fosse [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 settembre 2018
Fabio

Verismo il salsa romana ma da solo non basta. In un contesto di periferia degradata si snocciola la storia di due ragazzi e della loro parabola malavitosa. Bella la fotografia: suggestivo il colore blu notte dei neon, la luce bianca tagliente del giorno. Gli attori offrono una prova convincente.  Tuttavia non si ha mai uno scatto, un sussulto; il film procede in modo monotono sui soliti binari. Per [...] Vai alla recensione »

sabato 9 giugno 2018
Maurizio.Meres

Ottimo spaccato esistenziale,crudo,violento e maledettamente vero,i bravissimi fratelli   D'Innocenzo al loro esordio cinematografico rivolto al grande publico,inquadrano perfettamente la vita di due ragazzi fondamentalmente normali sicuramente un po' sulle righe a livello comportamentale e con un linguaggio così detto da coatti,ma con la prospettiva di finire la scuola e con [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 luglio 2018
no_data

Estremamente mesto osservare le opinioni di mister 7 luglio, evidentemente lo stesso utente con diversi nickname e con 'recensioni' solo a questo film, tutte lo stesso giorno e tutte uguali (scontato, banale, niente di che - i titoli - 1 stellina la valutazione). Caro hater. Dimmi chi sei. E cos'e' successo questo 7 luglio per farti perdere un oretta a aprire tutti questi account per [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 luglio 2018
9 e 1/2

Quello che penso del film lo diranno le stelle. Caro fra, mi riferisco a quelle che metto. O forse è il verso scontato di una poesia scontata? Decidi te.   Gli haters italiani sono i peggiori perché non sono ignoranti. La loro intelligenza è banale ma spesso intaccabile, corroborata da una quantità di nozioni spicciole e vuote.

venerdì 22 giugno 2018
Filippo

Un film non troppo male per dei giovani..ma so robe viste e riviste da anni!!!! Evolviamoci! Cmq complimenti alla fotografia :-)

venerdì 15 giugno 2018
8e1/2

Un film che si innesta nel filone, perché ormai si può definire tale, Suburra: periferia, degrado, criminalità spicciola, droga, pistole, macchina da presa addosso agli attori...insomma tutto quello che uno si aspetta, ma meno "spettacolare" di un film di Sollima. La sceneggiatura, dopo una prima parte interessante, zoppica parecchio.

giovedì 19 luglio 2018
logical

Ennesimo episodio Gomorristico, furbamente sostenuto dalla Rai che probabilmente vede un futuro in questi clichè a catena, inserisce Zingaretti e Max Tortora per dare spessore al nulla della sceneggiatura. Riprese ossessivamente chiuse tra il mento e la fronte, la violenza maggiore a cui si assiste è l'assunzione di cibo dei nostri due protagonisti.

sabato 7 luglio 2018
Fra

Film scontato nello sviluppo della trama e nella caratterizzazione dei personaggi. tutto molto già visto. Un compito eseguito in maniea professionale, niente di più

venerdì 29 giugno 2018
foffola40

Originale la fotografia di questo racconto di vita di due amici minorenni ambedue senza famiglia o quasi, un genitore per ognuno con tanti, tanti problemi e non proprio la volonta di educare: perchè? povertà, degrado, nessuna speranza neppure affettiva. Finiscono nel giro sbagliato? No, neppure questo, si arruolano volontariamente nel giro sbagliato convinti dal padre di uno dei due amici [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 10 giugno 2018
Roy Menarini

Le periferie, gli esclusi e la violenza della criminalità organizzata sembrano una piccola ossessione per il cinema italiano di questi anni. I personaggi di molti film, infatti, rappresentano figure che vivono situazioni di disagio e vengono quindi risucchiati in una situazione più grande di loro, dove il livello di sopruso e di disumanità diventa insostenibile per spalle troppo gracili. La terra dell'abbastanza, solido e convincente esordio dei fratelli D'Innocenzo, irrobustisce il filone. Quando si dice, di quest'opera, che non si tratta del solito film sulle periferie, ci si riferisce probabilmente all'insistenza con cui sono stati realizzati racconti di emarginazione sociale e con cui sono stati presi a paesaggio iconografico i luoghi anonimi e abbandonati dei centri urbani contemporanei, Roma in primis. Il dovere dello studioso, però, a differenza del critico, è quello di chiedersi se c'è una tendenza in atto e perché.

La presenza di un sotto-genere è evidente, da Cuori puri a Fiore, da La ragazza del mondo a Fortunata, dai più indipendenti (Manuel) ai più conosciuti (Dogman). Ed è interessante notare come in molti dei casi elencati la critica, per elogiarli, abbia scritto di ciascuno che "no, non è il solito film sulle periferie e il disagio".

Forse questa determinazione a identificare un modello stereotipato e, per diniego, distinguere il meglio non è la strada migliore per difendere il prodotto. Perché invece non pensare che questo cinema italiano (al di là dei sospetti su che cosa scelga di raccontare per avere ascolto nelle stanze ministeriali, sensibili alla dimensione pedagogica) abbia in fondo funzionato da sismografo dell'Italia contemporanea?

INCONTRI
giovedì 31 maggio 2018
Paola Casella

Il 14 luglio, giorno della Presa della Bastiglia, compiranno 30 anni, ma la loro rivoluzione è già cominciata. Damiano e Fabio D'Innocenzo, gemelli indistinguibili che parlano al plurale e rispondono a turno, hanno debuttato nel lungometraggio con La terra dell'abbastanza, storia di due ragazzi della periferia romana caduti nella ragnatela del crimine, senza aver mai girato prima neanche un corto, e sono stati immediatamente convocati dalla Berlinale per la sezione Panorama. Anche Matteo Garrone ha riconosciuto il loro talento e si è avvalso della collaborazione dei D'Innocenzo per la sceneggiatura di Dogman.

La candidatura ai Nastri d'Argento come registi esordienti non è che la ciliegina sulla torta. Del resto tutta la squadra che ha lavorato a La terra dell'abbastanza ha per i fratelli parole di elogio: questi due millennial sanno "esattamente dove andare, qual è la via e quale il civico", come afferma Damiano, ma lo fanno con grande rigore e sobrietà, lavorando sulla semantica cinematografica in levare e in contrappunto.

Potremmo definire il vostro lavoro "cinema della reticenza"?
Usiamo spesso la reticenza come meccanismo narrativo. Quando hai una storia che funziona l'importante è non complicarla, non raccontarla in maniera funambolica, evitando ogni spettacolarizzazione. Del resto è la storia a scegliere i suoi ingredienti, e il modo in cui deve essere raccontata. L'importante è non tradire lo spirito del racconto: non ci piace chi muove la cinepresa come se stesse giocando a pallone, per farsi dire "come sono bravo". Per noi è importante anche ciò che accade fuori campo: il cinema deve lasciare spazio alla possibilità di colmare, permettendo allo spettatore una visione attiva.

Perché vi chiamate Fratelli D'Innocenzo, senza specificare i vostri nomi propri?
Abbiamo pensato a un nome da officina meccanica, o da pastificio. Proveniamo da una famiglia umile - papà era pescatore, poi giardiniere - e siamo cresciuti fra Anzio, Nettuno e Lavinio, tutto pur di andare via da Tor Bella Monaca. Un nome così ci sembrava un omaggio alla nostra storia.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 7 giugno 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Presentato con successo nella sezione Panorama del Festival di Berlino questo film aggiunge una nuova coppia di autori davvero interessanti al panorama italiano. L'ambiente è quello delle periferie romane, probabilmente fin troppo frequentato negli ultimi tempi, fino a costituire un vero e proprio genere, tra il mélo realistico e il noir neo-trucido.

giovedì 7 giugno 2018
Valerio Caprara
Il Mattino

Pazienza se a molti il filone procura all'istante l'orticaria. I film sulle emergenze criminali delle periferie romane non sono tutti uguali e «La terra dell'abbastanza» dei gemelli D'Innocenzo è un signor film che non assomiglia ai compitini socio-politicamente corretti di tanti beniamini della critica, ma casomai al magistero del grande e rimpianto Caligari («Non essere cattivo»).

venerdì 8 giugno 2018
Lee Marshall
Condé Nast Traveller

Alla fine di questo promettente esordio dei due fratelli romani Damiano e Fabio D'Innocenzo bisogna prendere una boccata d'aria e far scendere il ritmo cardiaco. Il dono principale del film è la sua capacità di calarsi in un incubo ambientato in una surreale periferia romana, trascinando con sé lo spettatore per novanta lunghi minuti. Se ha la forma di un'epopea criminale come negli ultimi tempi in [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 giugno 2018
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Criminalità e periferia romana? Sì, ma La terra dell'abbastanza dei fratelli D'Innocenzo non è la solita "mala-storia", ancor meglio: non è il solito cinema italiano da mezzanino, democristianamente imbonitore per maggioranze depresse. Luminoso parto gemellare d'esordio dei 28enni Damiano e Fabio, campeggia senza imbarazzo nei cartelloni di tarda primavera accanto ai gioielli nazionali premiati a Cannes: [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 giugno 2018
Claudio Trionfera
Panorama

«Se svòrta». Cioè si cambia in meglio il corso della vita, delle cose e, naturalmente, del tempo. Facile. Basta andare fuori strada, anche metaforicamente. E già che s'è evocato Wim Wenders, si applica anche lo scarto narrativo iniziale delle sue storie. Così un dramma improvviso spinge Manolo e Mirko, due bravi ragazzi (e bravi attori: Andrea Carpenzano e Matteo Olivetti), a rottamare onestà e buoni [...] Vai alla recensione »

sabato 12 maggio 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Magari ripassiamo tutto dall'inizio, un'altra volta. Per chi si girano i film, per soddisfare la vanità dei registi o nella speranza che trovino qualche spettatore? La risposta giusta sarebbe la seconda, sennò il cinema lo deve finanziare lo stato (che avrebbe altre emergenze, anche quando non deve indire le elezioni due volte in pochi mesi). Non vale portare a esempio il modello di finanziamento francese, [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 giugno 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

La consonante più ricorrente nel film dei fratelli D'Innocenzo è la Z. Sia per l'implacabile inflessione degli interpreti, sia per il continuo ricorso al turpiloquio. Già dalla primissima scena dove i due giovanissimi, e bravi, protagonisti parlottano tra loro mangiando un panino. Come dire: romanesco a bocca piena, una lingua che risulterebbe incomprensibile anche ad Alberto Sordi.

NEWS
NEWS
giovedì 4 ottobre 2018
 

Mirko e Manolo sono due giovani amici della periferia romana. Guidando a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l'uomo che hanno ucciso è il pentito di un clan criminale di zona [...]

VIDEO RECENSIONE
domenica 3 giugno 2018
A cura della redazione

Mirko e Manolo sono due ragazzi come tanti altri, vanno a scuola con il desiderio di finirla al più presto ma non sanno che stanno già lasciandosi scivolare il mondo addosso. Abitano nella periferia romana e una sera investono un uomo e scappano.

NEWS
giovedì 31 maggio 2018
Francesca Ferri

Attenti a quei due. I gemelli Damiano e Fabio D'Innocenzo si affermano come due nuove scoperte del cinema da non perdere di vista. Si son fatti notare per La terra dell'abbastanza, la storia di un'amicizia tra vita di periferia, delinquenza e malavita. [...]

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mercoledì 6 giugno 2018
 

Mirko e Manolo sono due giovani amici della periferia di Roma. Bravi ragazzi, fino al momento in cui, guidando a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l'uomo che hanno ucciso [...]

winner
miglior regista esordiente
Nastri d'Argento
2018
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